Leonardo Montemanni - LEO, nasce ad Asmara in Eritrea l’8 giugno del 1971. Il giovane Leonardo si accosta alla pittura grazie al padre Giovanni che allora era un pittore paesaggista riconosciuto. Leo dipingerà per tutta la sua adolescenza coltivando assieme alle tecniche pittoriche il suo secondo amore, lo sport, in particolare il ciclismo...
Leonardo Montemanni - LEO, nasce ad Asmara in Eritrea l’8 giugno del 1971. Il giovane Leonardo si accosta alla pittura grazie al padre Giovanni che allora era un pittore paesaggista riconosciuto. Leo dipingerà per tutta la sua adolescenza coltivando assieme alle tecniche pittoriche il suo secondo amore, lo sport, in particolare il ciclismo. Mentre frequenta l’istituto d’Arte di Guidizzolo (Mantova) i successi nel ciclismo dilettantistico non tardano ad arrivare accompagnati dal sempre maggiore riscontro di gradimento dei conoscenti riguardo le innate capacità espressive dell’artista. Da qui la grande scelta e Leo sceglierà l’arte iscrivendosi e laureandosi all’Accademia delle Belle Arti di Brera. Fra i docenti che indirizzeranno Leopardo sono da rimarcare il pittore Barbatella Esposito e il Professor Quaglino. Durante l’esperienza accademica sono svariate le esperienza pittoriche che segnano il percorso di Montemanni, fra i tanti gli interventi di ripristino di importanti affreschi storici, decorazioni murali e pittura ritrattistica ad olio. Nel 1988 l’incontro fatale con il Graffiti Writing. Il graffitismo appena sbarcato in Europa si poneva agli occhi dei primi pionieri come Leopardo come una cultura affascinante e misteriosa che sottendeva a un codice espressivo di nicchia e che riscuoteva un successo inaspettato fra i coetanei. Leo si appassiona comincia a collezionare e studiare le prime pellicole televisive che parlano del movimento Hip-Hop statunitense e le prime riviste specializzate. Naturalmente portato alla pittura affronta con successo la sfida con la bomboletta spray, in pochissimo tempo viene riconosciuto nella scena italiana dell’aerosol-art come elemento di prima categoria e brucia letteralmente le tappe nell’ambiente underground. Già all’inizio degli anni ’90 cura diversi progetti decorativi e culturali in tutta Italia, è invitato alle prime grandi conventions italiane in particolare a Rimini e Padova. La scena del graffitismo italiano è in rapida crescita e cresce soprattutto grazie a gente come Leonardo Montemanni che fra i primi porta l’utilizzo dello spray a livelli xerografici mai raggiunti prima. Le opere di Leo diventeranno ispirazione per le generazioni future di writers. Dopo il primo inebriante incontro con le culture di strada, Leonardo, utilizza quello che ha imparato per strutturare progetti sociali, culturali ed educativi in quartieri ad alto rischio della propria città. Nel 2001 professionalizza definitivamente il proprio stimolo creativo fondando “BlackSquare”, un’agenzia pubblicitaria che si occupa tuttora di grafica tradizionale, organizzazione eventi e decorazione aerografica.
Lo stile di Leonardo Montemanni Leopardo Montemanni - Leo, ha un’impostazione stilistica figurativa che nel graffitismo muove i primi passi nella cosiddetta corrente “aerosol-art”, l’utilizzo aerografico della bomboletta spray. Il suo forte sono i puppets, i personaggi che animano le grandi composizioni murali dette "Hall of fame". Assieme ai figurativi Leo porta avanti uno studio stilistico evolutivo della lettera cimentandosi con le più svariate tecniche e spaziando dagli storici “trow-ups bubble style” fino ad arrivare a forme evolute di “wildstyle” e ai primi esperimenti di “3D” e iper-realismo in Italia. Leonardo si è sempre cimentato su tela, anche prima del suo contatto con il graffitismo, acquisendo la perfetta padronanza delle tecniche più diverse e prediligendo la pittura ad olio. Tutte le conoscenze maturate in campo pittorico si fondono nelle sue opere interagendo con raffigurazioni allo stesso tempo realiste astratte. La realtà viene infatti rappresentata con precisione maniacale aerografica per arrivare poi ad essere astratta concettualmente attraverso accorgimenti visivi istintivi ed irreali.
(Da "Street Art dai Graffiti alla Pittura" - Ed. Torcular)